Archivi per Aprile, 2012

I suonetti della settimana - dal 30 aprile al 4 maggio

I SUONETTI DELLA SETTIMANA - dal 30 aprile al 4 maggio

30 aprile 2012 – Un amore 6. Racchettoni
1 maggio 2012 – Un amore - 7 Silenzio
2 maggio 2012 – Un amore - 8
3 maggio 2012 – Carnevale
4 maggio 2012 – Esserci o non esserci

Chi non vive in Svizzera o non ha la parabola, può comunque ascoltare i suonetti in diretta radiofonica attraverso la radio via internet di RSI: andare sul sito e cliccare su "ascolta la radio", si aprirà un player con cui ascoltare la programmazione della rete 2 di RSI.

Nel giorno successivo alla sua diffusione radiofonica il testo di ogni suonetto sarà pubblicato, in serata, su questo sito, col link al podcast di RSI2, per poterlo anche ascoltare nella lettura di Mechi Cena.

Un amore - 5

UN AMORE - 5

suonetti

E perciò non resta che il silenzio.

Non un negarsi, non un prodromo della fuga, perché la fuga l’hai già tentata, ma non c’è un altro luogo, non c’è un’altra vita.

Il silenzio come strategia, il silenzio per fingersi morti. Perché anche gli animali, se non possono scappare e non possono aggredire, si fingono morti. Per sopravvivere.

Un mutismo ostinato, che comprende anche la sordità, e al massimo arriva all’afasia.

E cosa c’è di più morto di un essere che non sente e non emette suoni?

E cosa c’è al mondo di una più ostinata renitenza alla vita di un uomo che non sente e non parla? Come un serpente, gelido e infido, pronto ad avvelenare, a stritolare. A tradire.

Ma intossicato da suo mutismo. E perso, per sempre, nel suo mutismo cosmico, nell’autismo del corpo e della mente, per fingersi morto.

in onda il 27 aprile 2012


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radiosvizzera

Un amore - 4

UN AMORE - 4

suonetti

E’ colpa della termodinamica.
Senza la termodinamica, il sudicio, o quello che hai usato e non serve più, sparirebbe, inghiottito nel nulla in equilibrio, nella pace del vuoto.
Ma fare le pulizia fa rumore.
Anche pulirsi se stessi, fa rumore.
Pulire lascia detriti: accartocciare il tetrapak del latte.  accartocciare il cartone delle scatole, mettere il vetro nel bidone di metallo. piegare i giornali vecchi. Buttare i barattoli, spazzare le foglie in giardino, potare le piante, bruciare l’erba. E anche
parlare, raccontare, scrivere, dare la colpa agli altri. Rimpiangere, provare rancore e poi spianare, fare spazio.

E il rumore della pulizia diventa il segno della sconfitta degli scarti, buttati un po’ più in la, in attesa di essere bruciati o riciclati.

Rumore, niente di più.

Dopo ti ritrovi sempre con troppi sacchi di spazzatura da buttare via che non sai nemmeno più dove. E le orecchie stanche.

in onda il 26 aprile 2012


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Un amore - 3

UN AMORE - 3

suonetti

Mai il rumore dei suoi passi si era fatto più pesante.

A volte era cambiato, prima era felpato quasi come quello di un ladro, o rapido come quello di un atleta etiope che corre cinquemila metri. Nemmeno affannato e incerto, nemmeno nei momenti più bui.

Poi erano cambiati, che i suoi piedi per un certo tempo avevano indossato scarpe coi tacchi. E si sa che girarsi su quelli, in cerca di nuove direzioni, è molto più rapido.

E i passi sono passi ti fanno andare, venire, tornare, come quelli che risuonano in una stazione deserta come lo può essere solo la domenica pomeriggio di un giorno d’estate, mentre un uomo ed un bambino aspettano. E né andare né tornare procura più alcuna sorpresa e gioia.

Che tanto certe cose meglio farle nel silenzio più assoluto. E ancora la migliore delle parole sembra essere quella mai pronunciata.
Silenzio.

in onda il 25 aprile 2012


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radiosvizzera

Un amore -2

UN AMORE - 2

suonetti

Invecchiare, sentire il tempo che ti passa addosso e cambia le le tue cellule. Aspettare.
Non è facile.

Perché l’ansia, i progetti, le speranze… il futuro non tollerano vuoti, che si riempiono di anelli che picchiettano sul tavolo, di unghie che si spezzano, di taglietti sulla pelle, di martellate per piantare chiodi, di accendini che si accendono solo per bruciare ossigeno. Di sigarette spente sotto il getto dell’acqua del rubinetto di cucina, di forbici che tagliano, di petali che cadono.

Di vagiti, di lavori non finiti, di monosillabi, di foglie morte e di aghi di pino che cadono. E di fichi sbucciati coi denti. E di mare, vento e pioggia. Motori di auto che non partono. Navi che se ne vanno nelle notti d’inverno.

Che, a ripensarci ora, danno la stessa sensazione, dolce come una carezza, di un sassofono che suona solitario, nell’attimo stregato che precede la luce di ogni giorno.

in onda il 24 aprile 2012


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radiosvizzera

Un amore - 1

UN AMORE - 1

suonetti

Dire che si fosse innamorato di lei per il rumore che facevano i suoi capelli che ondeggiavano e si appoggiavano come onde sulle spalle, forse sarebbe troppo.

Eppure i suoi capelli facevano il rumore del mare mentre camminava.

E quello del fuoco nel camino mentre li accarezzava, e quello della lino sulla pelle quando lasciava andare la testa sul cuscino ancora frementi ma composti dopo l’amore.

Non entrava mai sola in una stanza. Decisa e rapida la seguivano una nuvola di rumori leggeri. Le facevano da contrappunto altri passi, fruscii. Oggetti spostati con rapidità, determinazione, ma, in fondo, grazia, fino a prendere la posizione giusta.
Il mondo le si doveva disporre intorno nel modo in cui era giusto che fosse.

I rumori suggeriscono peso dimensioni, azioni. Caratteri, propensioni. Portamento, andatura nel mondo e attraverso la vita.

Stupito, lui la voleva solo guardare e sentire. Restare li intorno, senza tempo, quasi immobile, come un viso che invecchia. Ma lentamente.

in onda il 23 aprile 2012


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I suonetti della settimana - dal 23 al 27 aprile

 

I SUONETTI DELLA SETTIMANA - dal 23 al 27 aprile

23 aprile 2012 – Un amore - 1
24 aprile 2012 – Un amore - 2
25 aprile 2012 – Un amore - 3
26 aprile 2012 – Un amore - 4
27 aprile 2012 – Un amore - 5. Muto

 

 

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Futuribile 2

FUTURIBILE 2

suonetti

Come un film di fantascienza

scena prima
Il suono di una città, esterno, giorno.
Traffico: i soliti rumori di una città contemporanea

Carrello indietro, lentamente.
Dall’esterno all’interno di una abitazione, attraverso una finestra.
Lentamente si percepiscono i suoni della casa,
una goccia
dal lavandino della cucina,
una stanza indietro.
La finestra si chiude ed i rumori di fuori vengono tagliati via.
La goccia è molto presente, ora, indisturbata, quasi presuntuosa, nel suo ostinato.

Carrello avanti, di nuovo verso la finestra, che si apre.
La città appare ai nostri orecchi in uno scenario acustico fantascientifico
senza rumore, senza traffico.

La goccia, all’interno della casa, canta forte la sua vittoria.

 

in onda il 20 aprile 2012


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Dalla parola detta al silenzio

DALLA PAROLA DETTA AL SILENZIO

suonetti

Il berbero fu fatto entrare rapidamente nel grande salone.

Aurelius Ambrosius sedeva sul suo scranno da vescovo che vescovo lo era per davvero e seduto anche.

Senza profferire parole ma pieno di sussiego, a capo chino, Agostino, gli porse la missiva. Non che temesse domande sulla sua pelle scura, ma qualche timore, quell’uomo completamente bianco di pelle e di pelo, qualche soggezione gliela metteva ed era anche di una quindicina di anni più vecchio.

Ambrosius ruppe il sigillo ed aprì la pergamena.

Così siete Agostino d’Ippona, Aurelius Augustinus Hipponensis….

Il berbero trasalì. Non aveva profferito alcuna parola, leggendo, e nemmeno, che dio ce ne scampi e liberi perché è un segno del demonio, aveva sussurrato o biascicato.

Non poteva fare altro che concludere che Ambrogio, il vescovo di Milano, aveva la facoltà incredibile, di leggere senza parlare ad alta voce, nel più assoluto silenzio.

 

in onda il 19 aprile 2012


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Sinestesia

SINESTESIA

suonetti

Il motore a scintille si avviò con un boato giallo-bluastro tendente al porpora.
All’orizzonte la linea delle montagne suonava una melodia acuta, aguzza e innevata di armonie dodecafoniche.
Le sue parole avevano il sapore rancido della carne avvizzita.
La musica alla radio era di beige evanescente e il fumo della sua sigaretta era pesante quanto il suono del basso elettrico di Roger Glover; comprimeva il petto come i ricordi.
I riverberi di luce sull’acqua del lago sibilavano distratte lettere “esse” tronche e mozze come ruggine sulla lingua. La luce livida era assordante, implacabile.
La sinestesia è uno strano disturbo della percezione che confonde gli stimoli sensoriali. Curiosamente chi ne soffre combina, e il taluni casi sostituisce, ciò dovrebbe essere percepito come stimolo, per esempio, sonoro, con la percezione di un odore o di un sapore, o di un colore.
Da studi clinici risulta che questa patologia è in aumento nella popolazione mondiale.

in onda il 18 aprile 2012


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